Ok

En poursuivant votre navigation sur ce site, vous acceptez l'utilisation de cookies. Ces derniers assurent le bon fonctionnement de nos services. En savoir plus.

03/08/2015

Intervista #20: Adriano Scianca, responsabile degli affari culturali di Casapound

3538526960.jpg1) Cercle Non Conforme : Grazie Adriano di aver accettato questa intervista. Può presentare il suo percorso militante e intelletuale ai nostri lettori ? Puo' dirci com'é diventato Responsabile degli affari culturali di Casapound e in cosa consiste il suo lavoro?

Adriano Scianca : Il mio percorso militante è molto semplice, dato che prima di entrare in CasaPound non ho avuto altre esperienze politiche di alcun genere. Ho cominciato a frequentare questo gruppo umano da semplice simpatizzante, percependone istantaneamente la forza, l'energia e anche la lungimiranza programmatica e ideologica. Dopodiché ho via via aumentato l'intensità del mio impegno e del mio coinvolgimento. Il mio percorso intellettuale è ovviamente più complesso e passa per una forte identificazione giovanile con la dottrina di Julius Evola e poi, in seguito, per un avvicinamento alle tesi della Nouvelle Droite francese e a quelle di Giorgio Locchi, questo geniale intellettuale italiano che ha vissuto per tanti anni a Parigi. Essere responsabile culturale di Cpi significa occuparsi di organizzare conferenze nella nostra sede principale, a Roma, ma anche coordinare quelle che si svolgono in tutte le sedi d'Italia, nonché curare tutto ciò che riguarda la formazione, l'informazione e la comunicazione dei militanti di Cpi.

2) C.N.C. : Com'é stato accolto il libro Casapound, una terribile belleza è nata in Italia e in Europa ? Secondo Lei, questo libro ha reso piu' forti la fama e la dottrina di Casapound?

A. S. : Che il libro abbia giovato alla fama o alla dottrina di CasaPound è in effetti la mia speranza. Quanto alla sua accoglienza, devo dire che in Francia è stata più vibrante che in Italia. Da noi è stato molto letto soprattutto fra i militanti, del resto ho fatto presentazioni quasi in ogni sede di Cpi. Solo in Francia, tuttavia, esso ha generato un vero dibattito, anche con toni piuttosto accesi. Questo perché il vostro Paese ha un rapporto differente con la cultura e anche negli ambienti identitari si dà grande importanza alle formulazioni dottrinarie.

3) C.N.C. : In Francia Casapound è vista come un movimento sociale il cui fondamento è un progetto metapolitico (radio, musica, estetica, ...). Quest'impulso é dovuto in particolare a ZetaZeroAlfa e al suo leader, Gianluca Iannone. Che cosa pensa dell'azione culturale realizzata finora da questo movimento ?

A. S. : Credo che l'attività culturale di CasaPound sia indubbiamente un successo. In pochi anni abbiamo organizzato un centinaio di conferenze solo a Roma (a cui vanno aggiunte le tante fatte nel resto d'Italia), alcune delle quali hanno occupato le prime pagine dei giornali nazionali. Siamo stati i primi in Italia a ospitare e dare la parola ai greci di Alba Dorata, ostracizzati purtroppo anche da molti movimenti nazionalisti europei. Siamo stati l'unico movimento nazionalista in Europa a confrontarsi – restando fermo sulle sue posizioni – con un ex terrorista comunista come Valerio Morucci (protagonista del rapimento e dell'uccisione dello statista democristiano Aldo Moro) o con le associazioni omosessuali. Abbiamo ricevuto nelle nostre sedi parlamentari di tutti i partiti, intellettuali di ogni opinione. Abbiamo fatto conferenze su autori non scontati, come Kerouac o Bukowski. Oltre al mio libro, vanno poi citati i due (un saggio e un romanzo) che a Cpi ha dedicato Domenico Di Tullio, nostro avvocato e amico. E ancora, i libri su CasaPound scritti da studiosi, sociologi, giornalisti, quasi sempre di sinistra.

4) C.N.C. Al colloquio dell'Istuto ILIADE, ha parlato del monte Palatino, un « importante luogo europeo ». Secondo Lei, esistono altri luoghi nella città di Roma in cui si sente vibrare l'anima europea, dei luoghi che custodiscono nostra memoria ancestrale ?

A. S. : Essendo a tutti gli effetti una città sacra, Roma è disseminata di luoghi questo tipo. Dovendo citarne uno possiamo parlare dell'Ara pacis, l'altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Dea Pace, originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie. Monumento evocativo, oggi purtroppo ingabbiato in una orribile architettura moderna, che dimostra plasticamente l'incapacità del nostro tempo di predisporsi alla custodia della sua migliore eredità. In chiave profana mi fa piacere anche ricordare gli interi quartieri che recano l'impronta dello stile fascista: dall'Eur al Foro Italico fino alla Città Universitaria.

5) C.N.C. : Il futurismo è un soggetto ricorrente nel mondo di Casapound, come lo spirito d'avanguardia. Come definirebbe l'avanguardia culturale per il XXI-esimo secolo ?

A. S. : È difficile stabilire gli esatti contorni di un'avanguardia prima che essa prenda corpo. Possiamo però individuare alcune sue possibili caratteristiche. L'avanguardia del XXI secolo dovrà essere caratterizzata dal pensiero forte, dovrà avere un contatto con l'elementare, con l'essenziale. Sarà un pensiero vitalistico e costruttivo. Il suo compito principale sarà quello di ripensare l'identità europea, che non può limitarsi alle solite immagini di Stonehenge e del Partenone greco, deve dire qualcosa ai giovani di oggi e soprattutto di domani.

6) C.N.C. : Nel parco del Pincio, si vedono i busti di molti personaggi famosi della storia italiana ed europea, Se dovesse parlare di uno solo di questi personaggi, quale sceglierebbe e perché?

A. S. : Dovendo sceglierne uno solo parlerei di Niccolò Machiavelli, che oggi viene ritratto come il teorizzatore di un cinismo politico alla House of Cards, mentre in realtà fu un buon patriota, sostenitore delle virtù repubblicane e dell'eredità romana. Machiavelli ha parlato della necessità di riconoscere l'autonomia del politico secoli prima di Carl Schmitt, e ha sognato un'Italia libera e sovrana molto tempo prima che la nostra nazione trovasse unità e indipendenza.

7) C.N.C. : Secondo Lei, quali sarebbero i dieci libri che ogni europeo dovrebbe avere nella sua biblioteca ideale?

A. S. : Premesso che elenchi di questo tipo sono sempre arbitrari e in qualche misura “simbolici”, provo a formulare un elenco che rispecchi in qualche modo la mia sensibilità:

1) Omero, Iliade e Odissea; 2) Virgilio, Eneide; 3) Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra; 4) Martin Heidegger, L'autoaffermazione dell'università tedesca; 5) Giorgio Locchi, Wagner, Nietzsche e il mito sovrumanista; 6) Jean Raspail, Il campo dei santi; 7) Alain de Benoist, Come si può essere pagani?; 8) Filippo Tommaso Marinetti, Mafarka il futurista; 9) Ezra Pound, Cantos; 10) Dominique Venner, Un samurai d'Occidente.

Nota del C.N.C.: Ogni riproduzione eventuale di questo contenuto deve menzionare la sorgente

Les commentaires sont fermés.